Prima Guerra Mondiale: il conflitto senza frontiere

Introduzione

Casus Belli

Il primo conflitto a scala mondiale vede il suo inizio il 28 luglio 1914 con la dichiarazione ufficiale di guerra dell’Impero Austro-Ungarico contro la Serbia come conseguenza dell’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este a Sarajevo (capitale del principato di Bosnia ed Erzegovina, all’epoca sotto dominazione austriaca) messa in atto dal nazionalista serbo Gavrilo Princip.francesco ferdinando

Le radici del crimine risalgono al 1875, anno in cui nelle provincie di Bosnia ed Erzegovina i contadini cristiani si ribellarono contro i grandi proprietari di terra musulmani. I due principati slavi, Serbia e Montenegro, decisero di intervenire a favore dei ribelli bosniaci ancora sotto la dominazione turca. Per la Serbia il sostegno dei ribelli era fondamentale. L’Impero Ottomano sconfisse i ribelli e di conseguenza anche Serbia e Montenegro, fatto che fece l’Impero Russo (alleato della Serbia – entrambi stati ortodossi) entrare nel conflitto a fianco dei serbi seguendo il proprio interesse d’imporre l’influenza russa nella regione con la giustificazione dell’oppressione dei fratelli ortodossi (Serbia, Montenegro, Bulgaria) da parte dei turchi. Dopo un anno di battaglie e sconfitte, l’Impero Ottomano stipulò nel 1878 con la Russia la Pace di Santo Stefano, accordo che prevedeva la nascita di uno stato bulgaro che avrebbe inglobato una buona parte dei territori turchi, ma nello stesso tempo sarebbe stato un docile vassallo politico e militare della Russia. Visto ciò, le grandi potenze europee tra cui l’Impero Austro-ungarico e la Gran Bretagna iniziano a preoccuparsi dell’equilibrio politico del continente, minacciato dall’Impero Russo dopo la sconfitta dei turchi. Entrano in gioco gli interessi nazionali dei maggiori stati del vecchio continente e con essi anche il contrasto di visioni che nel 1914 uscì fuori controllo degenerando in una guerra senza precedenti, la Prima Guerra Mondiale.

Congresso di Berlino

Nell’estate del 1878, le principali potenze l’Inghilterra, Germania, Austro-Ungheria, Russia e l’Impero Turco si riunirono a Berlino per decidere l’assetto politico europeo. Di fronte  una minaccia russa, il primo ministro tedesco Otto von Bismark decide di contrastare gli interessi dell’Impero zarista e quindi obbligare la Russia di rinunciare alla creazione della Grande Bulgaria (come previsto dalla Pace di Santo Stefano del 1878 tra la Russia e l’Impero Turco). Berliner_kongressIn cambio all’appoggio diplomatico, all’Impero Ottomano vengono chieste delle concessioni territoriali a favore dell’Austro-Ungheria e dell’Inghilterra, la prima ottenne la Bosnia ed Erzegovina mentre la seconda si impadronisce dell’Isola di Cipro, importante punto strategico nel Mediterraneo grazie alla vicinanza con il Canale del Suez (Egitto-altra colonia inglese). La Russia quindi esce sconfitta e umiliata diplomaticamente dal Congresso di Berlino, a questo punto il cancelliere tedesco Bismark decise di assicurarsi del sostegno dei suoi alleati in caso di un possibile conflitto con l’Impero Russo. Nel 1879 Bismark stipulò con l’Austro-Ungheria un patto difensivo che garantiva a entrambi gli stati l’appoggio reciproco in caso di attacco proveniente da fuori.

Triplice Alleanza

Italia, Germania e Austro-Ungheria – Dopo l’occupazione della Tunisia da parte della Francia nel 1881, l’Italia cercò di contrastare l’influenza francese nel Mediterraneo, ma lo stato italiano era troppo debole per riuscire ad agire da solo e quindi l’alleanza con le altre potenze europee contro la Francia sembrò all’Italia l’unico modo per giocare un ruolo importante nella politica internazionale. Dopo che la Francia presentò il suo interesse per la Libia e Marocco, in seguito all’occupazione della Tunisia e dell’Algeria, l’Italia decise di stipulare nel 1882 un’alleanza militare di tipo difensivo con la Germania e l’Austro-Ungheria contro i francesi, chiamata Triplice Alleanza. Una guerra nell’Europa occidentale sembrava più che possibile a causa dell’occupazione tedesca delle regioni francesi dell’Alsazia e Lorena nel 1871, mentre l’Italia era pronta ad attaccare lo stato francese in seguito all’espansione incontrollata della Francia nel mediterraneo, così l’Italia rimandava l’annessione di Trento e Trieste, territori a maggioranza italiana sotto dominazione austriaca, in quanto vincolata col il patte militare stipulato precedentemente.

Francia e Russia – la situazione politica e militare obbligò la Francia a trovare nell’Impero Russo un alleato contro i tedeschi, gli austriaci e gli italiani. L’accordo stipulato tra la Francia e la Russia del 1892 ufficialmente legò i due paesi in un’alleanza anti-tedesca, a questi fatti bisogna aggiungere anche l’interesse maggiore dei banchieri francesi che hanno offerto prestiti alla Russia e quindi erano interessati di avere buoni rapporti con l’Impero Zarista.

L’Europa si prepara per la Guerra

Il progresso delle ferrovie – A partire dalla metà degli anni 90 del XIX sec. , il Kaiser tedesco Guglielmo II sentì la necessità di eliminare il pericolo della guerra su due fronti. La domanda principale per i generali tedeschi stava nel: Come combattere 2 avversari su fronti diversi nello stesso tempo? Uno dei generali dello Stato Generale tedesco, Alfred von Schlieffen, elaborò un piano geniale in tal senso. La strategia di von Schlieffen consisteva nelle ferrovie modernissime di cui disponeva il Reich tedesco e al contrario le linee ferroviarie arretrati dell’Impero Russo. Il generale sosteneva che i russi avrebbero perso troppo tempo per impegnare l’esercito raccolto da tutte le parti dell’Impero, e fino che l’avrebbero fatto, i tedesco sarebbero riusciti a conquistare la Francia per poi dislocare tutte le truppe sul frunte russo.

von Schlieffen contro la Francia – Nello stesso tempo, il generale tedesco sviluppò un’altra strategia per conquistare in tempi brevi la Francia. Con tale strategia von Schlieffen Alfred_von_Schlieffen_1906voleva dislocare per i primi mesi della guerra dei piccoli contingenti sul fronte russo e su quello francese, specialmente in Alsazia e Lorena, regioni dalle quali i francesi si aspettavano l’attacco, nel frattempo la maggior parte dell’esercito tedesco avrebbe passato attraversato il Belgio, stato neutrale, e puntare direttamente su Parigi. Taglia la testa al serpente ed il corpo non si muove più, questa era la filosofia di tale strategia.

Kaiser contro la Regina – L’attraversamento del Belgio però, avrebbe provocato l’intervento in guerra dell’Inghilterra, il garante di sicurezza del piccolo paese al confine tra Germania e Francia. I generali tedeschi speravano che la Gran Bretagna si sarebbe limitata a delle proteste formali e non sarebbe intervenuta nel conflitto. D’altra parte l’Inghilterra sentì una politica più che ostile nei suoi confronti da parte dell’Impero Tedesco, fatto alimentato dalle divergenze delle due potenze in campo navale, Londra si sentiva minacciata da Berlino a causa della flota tedesca in espansione. I tedeschi speravano di poter superare gli inglesi costruendo molte navi di assalto, ma l’Inghilterra non si lasciò dominata ed a partire dal 1906 progettò una serie di corazzate chiamate Dreadnoughts, navi di dimensioni enormi dotate di cannoni di grosso calibro e aventi un’elevata velocità di crociera. Germania rispose pari con la costruzione di navi simili a quelli inglesi. A questo punto l’Inghilterra si vede obbligata avvicinarsi ai nemici della Germania, ossia Francia e Russia, per riuscire a sconfiggere il nemico comune, senza però firmare nessun patto militare.

Penisola Balcanica – Prima dell’inizio degli scontri militari del 1914, tutti gli stati si sono uniti in alleanze e trattati internazionali per garantirsi l’appoggio straniero in caso di guerra che sembrava imminente. Uno dei fattori più importanti di instabilità in Europa era sicuramente il Regno di Serbia che, dopo il Congresso di Berlino del 1878, conquistò l’indipendenza ed oltre a questo voleva allargare i suoi territori seguendo l’esempio del Piemonte che aveva unito tutta l’Italia. L’obbiettivo dei serbi era quello di unire tutti i popoli slavi della penisola balcanica (serbi, croati, sloveni, bosniaci, montenegrini, macedoni, bulgari) in uno stato nazionale iugoslavo. Il problema maggiore che si opponeva a tale unione era l’occupazione di alcuni popoli slavi da parte dell’Impero Austro-Ungarico (croati, sloveni, bosniaci) e dell’Impero Ottomano (bulgari, macedoni). BALCANI_QUESTIONE_ok_dizNel mese di ottobre del 1912 la Serbia decise di allearsi con la Grecia (pese di religione ortodossa come Serbia) la Serbia e la Bulgaria creando la Lega Balcanica e attaccando a loro volta l’Impero Ottomano che fu sconfitto pesantemente nella prima delle due guerre balcaniche.

Italia e Francia – Nel 1902 l’Italia e la Francia trovarono un accordo e vantaggioso per tutte le parti. Dopo l’occupazione francese del Marocco, l’Italia poteva occupare la Libia e in questo modo la necessità di contrastare i francesi divenne inutile. L’Italia non si vedeva più obbligata dai trattati firmati con la Germania e l’Austro-Ungheria  ed e questo il motivo per cui il giovane stato italiane non è entrato in guerra fin da subito, bensì nel 1915, un anno dopo l’inizio degli scontri.

L’espansionismo serbo –  Dopo aver perso la prima guerra balcanica, l’Impero Ottomano perse anche i suoi possedimenti nella Penisola Balcanica della quale ai turchi rimase solo l’Istanbul che si trovava in una posizione strategica sul Mar Nero e collegando esso al Mare Mediterraneo. La Serbia conquistò il Kosovo, territorio abitato in gran parte dagli albanesi di religione musulmana con pochissime città a maggioranza serba. Belgrado instaurò un regime di terrore in zona, uccidendo tutti i musulmani del Kosovo senza pietà. L’Austro-Ungheria e l’Italia si preoccuparono dell’arroganza dei serbi e del loro espansionismo nella penisola balcanica che minacciava gli interessi di Viena e di Roma in zona, così , nel 1912, l’Italia e l’Austro-Ungheria hanno istituito il piccolo stato dell’Albania per contrastare la Serbia e per garantire che Belgrado non si conquisti l’uscita al mare. A Viena il regno Serbo veniva percepito come una minaccia diretta della corona austriaca e quindi l’ambizioso stato slavo aveva bisogno di una severa lezione.

l’Inizio della guerra

Fuochi a Sarajevo – Il 28 giugno 1914 a Sarajevo, capoluogo della Bosnia-Erzegovina, un terrorista di soli 19 anni di origine serbo-bosniaca Gavrilo Princip uccise a colpi di pistola l’arciduca austriaco Francesco Ferdinando d’Asburgo e la sua moglie duchessa Sofia. I serbi consideravano il 28 giugno un giorno importante a causa di fatti storici del passato, e quindi, il 28 giugno doveva essere un simbolo del risorgimento della nazione serba.

Ultimatum – Il governo austriaco, convinto che l’uccisione è stata organizzata dallo stato serbo, dopo aver consultato il governo tedesco che ha rassicurato l’Austria del suo sostegno militare in caso di entrata in guerra della Russia, in data di 23 luglio 1914 presenta all’ambasciatore serbo a Viena l’ultimatum al qual Belgrado era dovuto rispondere entro 48 ore. Non rispondendo affermativo alle pretese di Viena, il 25 luglio il governo serbo intervenne con un comunicato nel quale qualifica le richieste austriache come ”esagerate e ingiuste”. Successivamente l’Austro-Ungheria, il 28 luglio 1914, consegna al governo serbo una formale dichiarazione di guerra.

Tutti contro tutti – Per la Germania i tempi di decisione divennero stretti e quindi bisognava agire nel modo più veloce, mettendo il piano di von Schlieffen in azione il prima possibile. L’Impero Russo ebbe schierato le proprie truppe al confine con la Germania e l’Austro-Ungheria, il 31 luglio 1914 Berlino inviò un’ultimatum a Mosca per fermare le ”misure prese contro lo stato tedesco” e dopo un breve periodo di silenzio da parte dei russi il 1° agosto 1914 l’impero tedesco entrò ufficialmente in guerra con Russia e di conseguenza anche con il suo alleato occidentale Francia.

L’opposizione socialista in Europa – L’ideologia socialista diceva che tutti gli operai del mondo sono uguali e quindi non erano divisi dai confini degli stati, motivo per cui li socialisti europei all’inizio erano contrari all’entrata in guerra dei loro paesi. La situazione cambiò presto e nell’agosto del 1914 in nessuno dei paesi europei non c’era l’opposizione alla guerra in quanto i socialisti si affrettarono ovunque ad allinearsi, cioè ad approvare l’ingresso in guerra.

Invasione del Belgio – Il 2 agosto il governo di Berlino obbliga il Belgio a fare passare le truppe tedesco sul suo territorio per attaccare la Francia. La risposta di Bruxelles fu negativa e l’esercito tedesco passò con la forza ila dogana belga. L’Inghilterra, garante dell’indipendenza del piccolo stato belga, fin ora si limitò a guardare lo sviluppo del conflitto, ma il 4 agosto alle ore 23, dopo 7 ore dall’entrata del esercito tedesco, Londra dichiara guerra a Berlino. La guerriglia belga contro l’esercito tedesco fu impressionante. Dopo queste azioni il comando tedesco decise di massacrare i civili come punizione e lezione agli altri.mappabelgio

Nuovo modello di guerra – Il piano di Schlieffen prevedeva una rapida avanzata verso Parigi, ma dopo un mese le truppe tedesche erano ancora bloccate in Belgio, e parte dell’esercito doveva essere dislocata in altri campi per contrastare l’offensiva russa nella Prussia orientale e quella francese in Alsazia. Paul von Hindenburg ed Erich Ludendorff, due generali tedeschi, il 30 agosto 1914 ottennero una grande vittoria a Tannenberg, che provocò perdite importanti ai russi (30 mila morti e 120 mila prigionieri). L’attacco contro Parigi non ha avuto successo, pertanto l’esercito francese di 1 milione di soldati con l’appoggio di 125 mila inglesi riuscì a cacciare più di 1 milione di soldati tedeschi lontano da Parigi. Nessun conflitto nel passato aveva visto  un tale spiegamento di forze. I tedeschi tentarono di conquistare i principali porti francesi della Manica ma anche questa operazione fallì. Dall’ottobre 1914 la guerra si bloccò del tutto e il conflitto si trasformo in una guerra di posizione, gli eserciti si trovavano a 100 metri distanza ma non riuscivano sconfiggere l’avversario.

La guerra di trincea – Dall’ottobre 1914 e fino al 1918, il fronte non subì alcun cambiamento significativo. L’utilizzo delle armi moderne (la mitragliatrice) e del filo spinato rendevano ogni attacco privo di senso con moltissime vittime. Neppure l’utilizzo delle armi chimiche come il gas non riuscì a spezzare la situazione. Il 22 aprile 1915 nei pressi della città belga di Ypres, i tedeschi hanno utilizzato per la prima volta il gas che però costituì una minaccia non solo per glia avversari ma anche per i tedeschi stessi.

Le grandi battaglie – Nel 1916 si combatterono le 2 battaglie più sanguinose della guerra. L’offensiva tedesca a Verdun e l’attacco inglese nella valle del fiume Somme. La prima vide il successo dei francesi mentre la seconda ha visto la vittoria dei tedeschi e una grossa disfatta degli inglesi.

Le risorse umane – Anche se l’unico paese europeo a non possedere la coscrizione obbligatoria nel 1914, verso la fine del conflitto la Gran Bretagna riuscì a impegnare più di 4 500 000 soldati chiamando alle armi anche i sudditi delle colonie e stati del Commonwealth come Canada, Australia, Nuova Zelanda e India. In Germania la quota dell’esercito arrivò a 11 000 000 di uomini mobilitati. Queste cifre dimostrano come la Prima Guerra Mondiale fu davvero un conflitto di massa.

l’Economia di guerra – Il protrarsi della guerra provocò una specie di rivoluzione economica e riorganizzazione del piano economico dei paesi, soprattutto della Germania. Dopo il blocco navale inglese, finalizzato a paralizzare il commercio bilico dell’Impero Tedesco, la Germania decise di organizzare la sua economia in modo da resistere all’influenza esterna. L’industriale tedesco Walther Rathenau già nell’agosto del 1914 sollecitò al kaiser l’istituzione di un ministero per le Materie prime. Questo ministero, una volta istituito, gestivo in modo esclusivo le scorte di materie prime disponibili in Germania e provenienti dall’estero, come per esempio il rame e il nitrato di potassio proveniente dal Cile necessari per la produzione di granate ed esplosivi. Il modela liberale dell’economia secondo cui il mercato si autoregolava in base alle regole della domanda e dell’offerta viene sostituito con il modello di mercato controllato dove lo Stato era l’unico arbitrio della dinamica economica. La carenza di materie prime a causa del blocco navale fu risolta grazie ai sottomarini che portavano il potassio ed il rame dal Cile senza essere scoperti dall’Inghilterra che ostacolava il commercio della Germani. Come risposta, i sottomarini tedeschi annegavano le navi inglesi sia militari che civili in questo modo creando alla Gran Bretagna delle difficoltà di ordine economico e civile.

Il fallimento della strategia tedesca – Dopo l’offensiva marina dei tedeschi, l’Inghilterra decise di adottare una nuova politica. Nella primavera del 1917 il governo inglese si trovava in un momento critico. I sottomarini tedeschi annegavano le navi inglesi danneggiando in questo mondo non solo i militari ma anche i civili e l’industria alla quale mancavano le materie prime. Londra decise che le navi mercantili inglesi dovevano attraversare l’Atlantico solo in gruppi, ben protette dalla marina da guerra. E’ questo sicuramente uno dei motivi per i quali la Germania ulteriormente a subito la sconfitta, mentre l’Inghilterra riusciva a sostenere il consumo interno, la Germania era soffocata dalla carenza di materiali per la guerra ma anche alimentari.

L’intervento americano

Le proteste in Europa – Il protrarsi della guerra produceva l’aumento dei prezzi. Il malcontento della popolazione civile veniva continuato anche dai soldati i quali si erano stancati di combattere. Il 1917 fu l’anno decisivo del conflitto. A Berlino più di 200 000 operai chiesero l’apertura delle trattative di pace. Il 27 maggio 1917, 30 000 soldati francesi abbandonarono le trincee. Il 1° giugno 1917 a Missy-aux-Bois, un reggimento di fanteria francese si impadronì  della città e proclamò di voler iniziare le trattative di pace istituendo un contro-governo. I governi tedesco e francese sono stati obbligati a procedere con le repressioni e interventi finalizzati a migliorare le condizioni di vita dei soldati al fronte.

Russia

La fine dell’Impero – Mentre in Francia l’esercito tornò a obbedire agli ordini dei suoi generali, in Russia la situazione peggiorò costantemente. Dopo le sconfitte pesanti dell’esercito zarista contro i tedeschi, i russi si ritirarono su tutti i campi, così già nell’agosto del 1915 l’esercito di kaiser occupò Varsavia. All’inizio del 1917 i disertori erano almeno 1,5 milioni. La Germania aveva di fatto vinto la guerra nell’Est Europa. Il costo della vita nelle città russe è aumentato di 700% portando la popolazione civile alla disperazione.

La nascita del comunismo – La fame e il freddo hanno provocato all’inizio del 1917 alla caduta dello zar e la creazione di un governo provvisorio che tentò di continuare la guerra. Al contrario, i comunisti di Vladimir Lenin proclamarono a gran voce che, se fossero stati al potere, avrebbero immediatamente firmato la pace separata con la Germania. Tra ottobre e novembre del 1917 il caos in Russia a permesso a Lenin di effettuare un colpo di stato a Pietrogrado (oggi San Pietroburgo) e di instituire un governo comunista che il 3 marzo del 1918 firmò la pace di Brest-Litovsk (Bielorussia). congreso pace 1Con tale accordo, la Russia si obbligava uscire dalla guerra e conferire all’Ucraina l’indipendenza da Mosca per diventare un satelite della Germania. Lenin accettò tutte le condizioni umilianti dei tedeschi, essendo preoccupato in primo luogo di rafforzare il proprio potere.

gli SUA entrano in guerra

L’intervento dall’oltreoceano – Per la Germania, la pace con la Russia significava l’opportunità di mandare una buona parte del suo esercito sul fronte occidentale e sconfiggere gli inglesi e i francesi prima dell’intervento degli americani. L’entrata in guerra degli Stati Uniti ha rappresentato l’ultimo passo verso la fine della guerra. Ormai persa la guerra sul mare, la Germania aveva orientato tutte le sue forze per riuscire a imporsi nell’occidente. La gigantesca produttività dei cantieri americani ed il numero dei soldati impegnati da Washington nel conflitto hanno reso inutili gli attacchi dei tedeschi.

I 14 punti di Thomas Woodrow Wilson – L’8 gennaio 1918 il presidente americano Thomas Woodrow Wilson, in un messaggio al Congresso, enunciò in 14 punti gli obbiettivi degli Stati Uniti per ottenere la vittoria:

1) Pubblici trattati di pace, stabiliti pubblicamente e dopo i quali non vi siano più intese internazionali particolari di alcun genere, ma solo una diplomazia che proceda sempre francamente e in piena pubblicità.

2) Assoluta libertà di navigazione per mare, fuori delle acque territoriali, così in pace come in guerra, eccetto i casi nei quali i mari saranno chiusi in tutto o in parte da un’azione internazionale, diretta ad imporre il rispetto delle convenzioni internazionali.

3) Soppressione, per quanto è possibile, di tutte le barriere economiche ed eguaglianza di trattamento in materia commerciale per tutte le nazioni che consentano alla pace, e si associno per mantenerla.

4) Scambio di efficaci garanzie che gli armamenti dei singoli stati saranno ridotti al minimo compatibile con la sicurezza interna.

5) Regolamento liberamente dibattuto con spirito largo e assolutamente imparziale di tutte le rivendicazioni coloniali, fondato sulla stretta osservanza del principio che nel risolvere il problema della sovranità gli interessi delle popolazioni in causa abbiano lo stesso peso delle ragionevoli richieste dei governi, i cui titoli debbono essere stabiliti.

6) Evacuazione di tutti i territori russi e regolamento di tutte le questioni che riguardano la Russia senza ostacoli e senza imbarazzo per la determinazione indipendente del suo sviluppo politico e sociale e assicurarle amicizia, qualsiasi forma di governo essa abbia scelto. Il trattamento accordato alla Russia dalle nazioni sorelle nel corso dei prossimi mesi sarà anche la pietra di paragone della buona volontà, della comprensione dei bisogni della Russia, astrazione fatta dai propri interessi, la prova della loro simpatia intelligente e generosa.

7) Il Belgio – e tutto il mondo sarà di una sola opinione su questo punto – dovrà essere evacuato e restaurato, senza alcun tentativo per limitarne l’indipendenza di cui gode al pari delle altre nazioni libere.

8) Il territorio della Francia dovrà essere completamente liberato e le parti invase restaurate. Il torto fatto alla Francia dalla Prussia nel 1871, a proposito dell’Alsazia–Lorena, torto che ha compromesso la pace del mondo per quasi 50 anni, deve essere riparato affinché la pace possa essere assicurata di nuovo nell’interesse di tutti.

9) Una rettifica delle frontiere italiane dovrà essere fatta secondo le linee di demarcazione chiaramente riconoscibili tra le nazionalità.

10) Ai popoli dell’Austria–Ungheria, alla quale noi desideriamo di assicurare un posto tra le nazioni, deve essere accordata la più ampia possibilità per il loro sviluppo autonomo.

11) La Romania, la Serbia e il Montenegro dovranno essere evacuati, i territori occupati dovranno essere restaurati; alla Serbia sarà accordato un libero e sicuro accesso al mare, e le relazioni specifiche di alcuni stati balcanici dovranno essere stabilite da un amichevole scambio di vedute, tenendo conto delle somiglianze e delle differenze di nazionalità che la storia ha creato, e dovranno essere fissate garanzie internazionali dell’indipendenza politica ed economica e dell’integrità territoriale di alcuni stati balcanici.

12) Alle regioni turche dell’attuale impero ottomano dovrà essere assicurata una sovranità non contestata, ma alle altre nazionalità, che ora sono sotto il giogo turco, si dovranno garantire un’assoluta sicurezza d’esistenza e la piena possibilità di uno sviluppo autonomo e senza ostacoli. I Dardanelli dovranno rimanere aperti al libero passaggio delle navi mercantili di tutte le nazioni sotto la protezione di garanzie internazionali.

13) Dovrà essere creato uno stato indipendente polacco, che si estenderà sui territori abitati da popolazioni indiscutibilmente polacche; gli dovrà essere assicurato un libero e indipendente accesso al mare, e la sua indipendenza politica ed economica, la sua integrità dovranno essere garantite da convenzioni internazionali.

14) Dovrà essere creata un’associazione delle nazioni, in virtù di convenzioni formali, allo scopo di promuovere a tutti gli stati, grandi e piccoli indistintamente, mutue garanzie d’indipendenza e di integrità territoriale.

L’atteggiamento degli USA nei confronti dell’Europa – I 14 punti di Woodrow Wilson segnano una svolta decisiva. Gli USA escono dall’isolamento e si affermano come potenza mondiale. La guerra è stata vinta dai francesi e inglesi, ma con l’aiuto degli americani. L’Europa è rimasta comunque sia il centro politico del mondo e non sentiva un’influenza militare americana così come lo è stato dopo la seconda guerra mondiale.Uncle_Sam_pointing_finger

La fine della Guerra – Il 21 marzo 1918 l’esercito tedesco iniziò una grande offensiva che , secondo i generali Hindenburg e Ludendorff, avrebbe dovuto sfondare il fronte occidentale. L’attacco ebbe una tale potenza che i tedeschi sono riusciti a minacciare di nuovo Parigi come nel 1914. L’offensiva proseguì per 4 mesi. Gli inglesi, i francesi e gli americani sono riusciti a respingere gli attacchi tedeschi. Tuttavia a Berlino non si decidevano di proporre la pace, consapevoli del fatto che gli alleati avrebbero accettato solo la resa senza condizioni. Il 3 novembre 1918, giorno della capitolazione dell’Impero Austro-Ungarico, a Kiel (sul Mar Baltico), 3 000 marinai tedeschi seguiti da 20 000 soldati si ribellarono contro il governo tedesco e chiesero la fine della guerra. Dopo le rivolte di Monaco, il 7 novembre, e di Berlino, il 9 novembre, il kaiser tedesco abdicò e la Germania diventò una repubblica. L’11 novembre 1918, alle ore 5:30, la delegazione tedesca firmò l’armistizio con le potenze alleate. Alle ore 11 dello stesso giorno la guerra era ufficialmente terminata. Il primo conflitto su scala mondiale provocò la morte di 9 000 000 di soldati e 5 000 000 di civili. La guerra lasciava fra gli sconfitti un pesante strascico di odio, di rancore e di fanatismo ideologico che avrebbero costituito il principale retroterra del fascismo, comunismo e del nazionalsocialismo.

L’Italia, dalla neutralità all’intervento.

Published by Vlad Gonța

My name is Vlad, I'm from Moldova, Rep. of and i'm keen on Maths, Finance and Geoplitics. I'm studying at Univestity of Bologna, Faculty of Statistical Science, Bachelor in Finance, Insurance and Business from September 2016. I graduated in July 2016 in Economics and Tourism at ITT Marco Polo Rimini with 96/100, with a Thesis on ''International terrorism and its impact on global economic and social security''.

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